28 mag

ieri per tutta la giornata mi sono sentita sola fra la gente.

completamente sola in quelle aule studio piene di ragazzi prossimi alla laurea e altre giovani matricole che ridevano, scherzavano, si baciavano fra una pagina e l’altra di fisiologia o di medicina interna .

e io sempre seduta al tavolo, sola , con la bottiglia di tisana drenante che fa tanto vecchia zitella salutista.

sono stata lì dalle 9 alle 18 poi non ho più retto e me ne sono andata l’ultima ora al parco, all’ex manicomio. ma nemmeno lì ho avuto il coraggio di uscire e me ne sono rimasta in macchina, nel parcheggio, ad aspettare la telefonata della mutter che mi desse il via libera per tornare.

sono poi rientrata alle 19,30 quando lui se n’era già andato e aveva riportato t. così l’ho di nuovo evitato e non ci siamo incontrati nemmeno un secondo. ora è da più di un mese che non lo vedo e mi sa che le prossime volte sarò costretta a beccarlo  perchè la mutter ha dei turni siccome le colleghe sono in ferie e quindi dovrò per forza restare a casa con t.

ieri all’ospedale ho rivisto bersy, un ragazzo più piccolo di me che mi piaceva e che ovviamente non mi ha mai cagata di striscio. abbiamo frequentato delle lezioni insieme perchè io ho rifrequentato, lui è perfettamente in corso , e non mi ha mai neppure salutata.

comunque sto bersy ha passato tutto il tempo a scambiarsi effusioni con  la tipa, una ragazza biondina, riccia, davvero molto carina. e non c’è niente di peggio di assistere all’amore degli altri. è una cosa che non sopporto, che mi fa rodere er culo come direbbero a roma.

e so che bisognerebbe gioire per le gioie altrui, così insegnano le buone maniere, il senso morale e la dottrina cattolica ma io non ja fo e mi sale su un senso di invidia pazzesco.

mi immedesimo in quei baci, in quelle carezze, in quelle risate piene di freschezza.

ieri avrei voluto che tutti, dal primo all’ultimo, in quella cazzo di aula studio, mi facessero gli auguri, mi dicessero :” oi valè, sappiamo che è  il tuo compleanno, vieni con noi, festeggiamo, non puoi restare sola pure oggi”.

invece ovviamente non c’era nessuno dei miei primi anni, nessuno che lo sapesse.

poi è stata una domenica sfigata anche perchè io sono andata via, t. è andato a sua volta via con suo padre, e quindi niente, è andata così.

inoltre t. ha di nuovo la tosse, scatarra peggio di un cammello, è nervoso da matti e probabilmente sta di nuovo tagliando i denti, stavolta quelli grossi, molari e premolari.

ha scoppi di rabbia improvvisi che vanno via così come sono venuti per poi tornare all’improvviso. urla come un pazzo appena tentiamo di dargli qualsiasi cosa da mangiare. forse ha iniziato uno sciopero della fame ad oltranza.

ieri con suo padre non ha qusi toccato cibo (così è stato detto alla mutter) e nemmeno con noi. ora non basta nemmeno più salire sull’ escavatore del cantiere per distrarlo, niente, serra la bocca e tira pugni al ciotolino della sua sbobba. ma anche cose più sfiziose come pasta al pomodoro, prosciutto, tortine di verdure ecc finiscono per terra colpite da un gancio mirabolante.

qui, signori miei, si sta davvero alla frutta. anzi peggio.

dopo passa th. che bello. deve passare a prendere degli appunti. spero che si fermi un po’ , sarebbe bello ma deve portare il tutto a stampare e quindi schizzerà via subito.

ieri lui mi ha fatto un biglietto di auguri molto diovertente, sfottendomi sulla mia eterna mancanza di cazzo. bò io lo adoro perchè anche se mi sfotte lo fa in un modo ironico. è stato il biglietto più bello, a dir la verità anche l’unico, comunque ho riso fino alle lacrime.

le mirabolanti avventure di una ninfomane che poi sarei io. e ridiamoci su che è meglio.

si sta svegliando, ho già sentito l’urlo. ma mmaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa.

corro.

oggi è già domani

26 mag

forse era la primavera del 2009. maggio. il giorno dei miei 26 anni.

frequentavo g, che poi per caso è diventato il padre di mio figlio. non stavamo insieme, era una frequentazione.

passavo da lui tutto il w. end. in via dei bavosi, io la chiamavo così, nel  pieno centro di torino,  a uno sputo da piazza vittorio.

passavo tutta la settimana in uno stato di coma passivo e non vedevo l’ora che arrivasse venerdì sera per trasferirmi lì e lasciare almeno per un po’ il cazzo di buco qui nel cantiere. la mutter sapeva che stavo da uno, un amico, una figura maschile non ben identificata, uno studente fuori corso come me. un fancazzista come me. anzi , io molto più di lui.

c’era il tacito accordo di non farmi domande, non rompermi i coglioni. io me ne andavo, loro erano più tranquilli, io ero più tranquilla. stava bene a tutti.

poi arrivavo da lui incazzata nera con me stessa , col mondo e spesso litigavamo per niente. il più delle volte ero io a provocarlo , per poi piangere ed essere consolata. adoravo essere consolata, abbracciata. lui spesso mi scopava per calmarmi, quello mi calmava, mi rilassava.

27 maggio 2009, forse era un giovedì.

io avevo la bici in via dei bavosi, la lasciavo da lui, legata nel cortile del vecchio palazzone dove lui stava in affitto in un minuscolo monolocale che dava su uno strettissimo ballatoio.

avevo preso questa bici dai nonni, una bici trovata in un cassonetto, tutta scasciata, senza freni. ma andava bene, era più divertente e poi frenavo coi piedi.

mi portò al ristorante africano, non ci ero mai stata. mangiammo con le mani, seduti per terra. mangiammo cous cous , delizioso e altri piatti ottimi. bevemmo molto. io ridevo per nulla, ridevo sempre, non ero felice o forse sì, semplicemente stavo bene. io che non ero abituata a mangiare fuori, non si usa, costa, i parents non ci hanno mai portati.

poi continuammo la serata in giro per i locali dei murazzi e di piazza vittorio.

ricordo che mi regalò una rosa comprata da un rosario ( io chiamavo così i ragazzi che vendono le rose) . io strappai il gambo e viaggiai tutta la sera con la rosa rossa incastrata nella tasca dei jeans. con la rosa nel culo , come diceva lui.

quella notte bevemmo l’impossibile. lui passava da un locale all’altro e mi offriva sempre da bere perchè dovevamo festeggiare tutti quegli anni, i miei anni, tanti.

per la prima volta provai la tequila con sale e limone. forte ,fortissima, mi bruciò tutta la gola.

alla fine ero sbronzissima, barcollavo su quella bici tant’ è che tornammo al monolocale, lasciammo le bici e proseguimmo quella nottata alcoolica a piedi.

altro vino, altra birra, fumo, alcool, tutto mischiato e io , che non ero poi molto abituata , ricordo che in una via , dietro palazzo nuovo , vomitai anche l’anima, con lui che mi reggeva la testa, la fronte.

tornammo al monolocale. non ricordo se scopammo, forse sì o forse no. era sempre sesso alcoolico, non ho quasi ricordi di scopate sobrie.

io mi sentivo pesante e leggera allo stesso tempo.

il giorno dopo avevo tirocinio in geriatria all’ospedale. l’unico tirocinio che ho fatto. mi presentai in uno stato assurdo, abbastanza sconvolta, con lo stomaco sottosopra e due occhiaie grandi come case.

ricordo che durante il giro visite, in un momento che i medici erano intenti a visitare i pazienti,  io uscii un attimo dalla stanza e mi sedetti su una sedia a rotelle lasciata lì da qualcuno perchè proprio non mi reggevo in piedi.

arrivai a fine mattinata , nonostante tutto , e per fortuna nè i medici, nè i compagni mi dissero niente anche se ogni tanto mi lanciavano occhiate terrificanti.

lì,  io non parlavo con nessuno, nessuno sapeva nulla di me, nessuno poteva immaginare la mia nottata alcolica.

e niente , oggi affiorano melensi e sdolcinati questi ricordi. nel ricordo tutto è fasullo perchè nulla è reale, tutto è edulcorato. il miele del ricordo confonde, annebbia.

domani me ne andrò all’ospedale già al mattino, fuggirò anche domani. lo eviterò pure domani.

domani voglio stare sola, non voglio che nessuno si ricordi di me, che nessuno mi dica niente, non voglio nessuno.

tanto quelli che si ricordano sono gli stessi che non ci sono mai, che magari mandano una mail o un messaggio solo perchè si usa fare così, perchè sono beneducati, loro. in realtà sono solo ipocriti e pieni della loro tronfia ipocrisia.

domani è un giorno come un altro, non cambia niente, tutto è come prima e non c’è assolutamente niente da festeggiare o da ricordare.

domani non voglio finte feste, finti pasticcini, finte torte che non hanno senso. finti auguri che non hanno alcun valore.

meglio il silenzio.tanto smisurato, infinito silenzio.

oggi è il mio non compleanno.

domani anche.

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ci vorrebbe un trombamico

25 mag

ci vorrebbe un amico cantava a squarciagola il simpatico venditti.

no, cari miei, ci vorrebbe un trombamico.

un amico trombereccio, un amico trombante, uno scopamico  insomma un amico con cui oltre all’amicizia si può condividere anche il sollazzo benefico fra le lenzuola o ancor meglio an plein air in un prato, una spiaggia , un bosco ecc.

che poi scopare fa bene, tira su l’umore, scarica la tensione e fa pure bruciare 300 calorie.

si può andare al cinema, ad un concerto, a bere qualcosa, a fumarsi una siga e in più ogni tanto, senza impegno, quando si ha voglia si tromba pure.

unica regola : evitare le paturnie sentimentali, le gelosie, le pippate segaiole che purtroppo troppo spesso caratterizzano un rapporto amoroso tradizionale. anche perchè il trombamico  deve restare semplicemente un amico scopereccio , guai ad innamorarsene.

e questo però è un rischio molto grande in cui ci si può incappare.

uno dei due inizia ad affezionarsi un po’ troppo, a volere qualcosa di più e,  a quel punto , in genere,  va tutto a ramengo e spesso salta pure la semplice amicizia.

oppure uno dei due si fidanza e quindi inizia a scopare con la reciproca- reciproco  fidanzato- a  e anche lì va tutto a farsi benedire.

però finchè dura posso assicurare che avere un trombamico è una figata .

è ancora meglio se il trombamico in questione non abita a roma, cioè a 800km di distanza , e soprattutto sa scopare decentemente.

parlando di questo affascinante argomento con un chattarolo, quando ancora chattavo, venne fuori la questione che secondo lui il trombamico è una contraddizione in termini e nella realtà non può esistere perchè o si tromba o si è amici.

in genere si tromba col ragazzo-ragazza di turno.

e si è amici con gli amici con i quali non si tromba perchè banalmente non hanno alcuna voglia di trombarti considerandoti solo un amico- amica. non so se mi spiego.

ultimamente purtroppo mi sta capitando questa tristissima cosa e cioè che gli amici si guardano molto ma molto bene dal trombarmi e anzi fuggono a gambe più che levate appena provo a fare ,neanche troppo timidamente, qualche avances.

inizio a constatare che il chattarolo ha ragione. aimè.

ma io qui voglio invece rendere sommo onore al glorioso trombamico il quale è il migliore degli amici perchè si dedica con talento, profitto e piacere al sollazzo dell’amica, alla goduria dei sensi e della carne.

però dove sono finiti i trombamici? o meglio dove posso trovarne uno?

uno non impegnativo ma efficiente, insomma un trombamico da borsetta.

ps non vale scrivermi di comprarmi un vibratore perchè col vibrax mica posso andare a bere una birra o al cinema e poi mica posso scambiarci quattro chiacchiere. quindi non vale.

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25 mag

mercoledì , giorno del concerto ma anche giorno dell’ incontro con l’avvocatessa.

incontro tanto temuto, fonte di angosce e notti per lo più insonni.

arrivo di corsa in piazza vittorio, accaldatissima, sudata . vestita di merda come al solito, jeans , gli unici che ho, e maglia a maniche lunghe per coprire le macchie sulla pelle. capelli alla diomibenedica ossia pucio alla ultima dei moicani.

lo studio nuovo nuovo, prima era in via avogadro. mobili lussuosi, di design, pareti bianchissime fresche di tinteggio.

segretaria dal sorriso fintamente affabile.

ci sono più avvocati, più studi.la segretaria mi chiama, tocca a me. arranco con lo zaino in spalle carico di libri perchè dopo devo andare a studiare in via verdi, prima del concerto.

l’avvocatessa parla al telefono, incontra il mio sguardo solo con gli occhi. di fianco a me una ragazza giovane, molto giovane abbozza un sorrisino. immagino sia la tirocinante.

la telefonata dura un bel po’ di minuti, io ho caldo, mi sento a disagio nei miei vestiti , mi sento goffa e sudata.

finalmente l’avvocatessa mi caga. rilegge l’accordo congiunto che avevamo firmato mentre io le ricordo un po’ la situazione. e niente non si può fare assolutamente niente . vale quell’accordo lì, se lui non lo rispetta o si va al tribunale dei minori o amen.

noi, io ,la mutter ma anche il padre di mio figlio non abbiamo proprio voglia di impelagarci col tribunale perchè sarebbe una cosa lunghissima, eterna e molto dispendiosa dal punto di vista economico.

significherebbe tirare in ballo assistenti sociali, psicologi infantili e piripì e parapà.

occorre cercare di raggiungere dei punti di incontro fra me e lui ,che siamo i genitori del bambino.

io devo smetterla di evitarlo, di fuggire per paura delle sue provocazioni.

devo cercare un dialogo civile, senza incazzarmi, senza sbroccare.

poi tanto è ovvio che lui abbia diritto a tenere t. anche i w end e a portarlo un po’ in vacanza, come noi del resto.

dobbiamo entrambi deporre l’ascia di guerra. così forse staremmo un po’ meglio tutti.

questo non significa assolutamente tornare insieme nè fare la farsa dell’allegra famigliola.

non stiamo insieme ma dobbiamo per il bene di t. avere un comportamento civile.

da un lato mi spettavo che sarebbe andata così e sono anche abbastanza sollevata perchè io ho il terrore del tribunale. ho la presunzione di dire che si deve arrivare da soli ad un accordo. bisogna mettere il bene di t. davanti a tutto anche se difficile e significa per me dover interagire educatamente con lui che mi ha fatto star male, molto male e che non vorrei più vedere.

domenica comunque io non ci sarò di nuovo perchè devo assolutamente andare a studiare. sono indietro e l’esame è vicino. devo studiare per forza

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grande franco

24 mag

ragazzi miei,

ieri è stata una figata pazzesca. non solo il concerto del mitico franco che è stato super ma anche gli interventi sulla legalità  e il mini concerto dell’orchestra di porta palazzo.

io sono arrivata in piazza san carlo già alle 20,30 così ho preso un posto a meno di 10 metri dal palco.

conduceva dario vergassola che a me piace molto.

ha parlato un giovane giornalista che si occupa di denunciare l’ illegalità mafiosa nel nord italia e che ha ricevuto minacce di morte ed ora è sotto scorta. lui ha perso suo padre quando aveva appena 7 anni. suo padre è stato  ucciso dalle mafie. lui è giovanni tizian.

http://www.liberainformazione.org/news.php?newsid=16419

poi ha parlato il rappresentante degli studenti dell’università denunciando i nuovi tagli alla ricerca e alle borse di studio.

infine ha parlato ivan,  un ragazzo del camerun che studia ingegneria al poli di torino e per pagarsi gli studi la scorsa estate è andato a fare la raccolta dei pomodori a nardò,  in salento. lì ha denunciato il caporalato che costringe i braccianti africani a lavorare in  condizioni spaventose e disumane .

http://www.terrelibere.it/4307-nard-il-primo-sciopero-dei-braccianti-africani-

sentendo il suo racconto e soprattutto guardando i suoi occhi neri, lucidi e limpidissimi mi sono commossa perchè non oso nemmeno immaginare quanto lui e i suoi compagni abbiano sofferto per colpa di questi sfruttatori che non hanno nemmeno un briciolo di umanità. lui alla fine ha detto grazie perchè ha potuto raccontare la sua esperienza, gridare forte la sua denuncia ma il grazie è tutto mio, tutto nostro, di tutta la piazza.

alla fine de magistris , il sindaco di brindisi, altri sindaci rappresentanti dell’italia intera unita contro le mafie hanno fatto un breve discorso e inaugurato un albero della legalità che sarà piantato nel parco doria.

c’è stato prima un grandissimo e commosso abbraccio per melissa e per gli studenti della morvillo falcone.

infine zagrebelsky ha detto che bisogna ripartire da noi, dai giovani e da tutti quelli che insieme non vogliono cedere all’  ipocrisia e al compromesso . e che sono momenti di gioia, di  unità,  come questa serata che danno la carica a tutti per non arrendersi. ha fatto l’appello di stare insieme , di non tornare a casa e riprendere la vita di prima in totale solitudine ma di cercare momenti di confronto, di unione. uniti si vince. sembrava  un discorso fatto per me che troppo spesso mi chiudo in solitudine e angosce varie, anche stupide.

poi il concerto ,bello, bellissimo.

durante la cura mi sono commossa.

ho ballato, urlato molto, cantato , è stato liberatorio. tantissimo. mi son sentita viva e parte di quell’ energia bella e fonte di serenità.

mi è piaciuta molto una canzone francese, la canzone dei vecchi amanti che non conoscevo e che è splendida e un po’ triste.

franco mentre canta  sorride, si muove, danza e ha una carica portentosa. il chitarrista era un super figo come potete vedere dai video che ho trovato sul tubo.

la mia foto fa pietà perchè è troppo buia ma non avevo testa di far foto, volevo solo godermi il concerto.

poi son tornata con te, in metro.è stato bello non essere  sola al ritorno.

e appena giunta qui al buco cantieristico, davanti al gradino ho trovato un riccio, grande , con gli aculei irti , tutto intimorito. l’ho salutato e osservato un attimo. io adoro i ricci, è stato bello incontrarne uno proprio davanti casa. mi accoglieva anche lui.

tutto bello.  è  il regalo per i miei 29 anni che compirò tra pochi giorni.

delle beghe legali scriverò poi, voglio ancora godere di ieri, di una giornata bella.

oggi t. ha la febbre, così all’improvviso. dopo dobbiamo portarlo dalla pediatra per capire che diavolo abbia a sto giro. sarà la solita faringite o perchè sta tagliando i denti.

è qui in braccio, caldo come un forno.chiudo che sto con lui, correggo gli errors dopo. mica è facile scrivere con un dito solo.

22 mag

ieri finalmente sono riuscita un po’ a parlarti. alla fine ho vinto le mie paure e ti ho chiesto finalmente quei perchè che da mesi ingombrano la mia mente.

ho dovuto estrarti le parole quasi con la forza. è stato difficile anche per me, ero imbarazzatissima. di sicuro sono diventata color peperone e stavolta l’ustione solare non centrava niente.

poi stanotte ho dormito male, poco. avevo freddissimo e continuavo a ritenermi una scema. una sfigata morta di cazzo. una che sta talmente scarenzando da andare a chiedere in giro, datemelo, vi prego, per pietà.

sono una ninfomane, questa è la realtà . devo prenderne atto.

comunque sappi che davvero non mi faccio alcun tipo di prospettiva. io non voglio più storie serie, trip emozionali, sentimentaloidi. no no.

stai tranquillo. sono diventata molto arida a detta di qualcuno. io però mi sento un fiume, anzi un mare, anzi il mare. bagnatissima, gocciolante quasi.

cazzo però mi piace da matti scrivere di sesso. scrivere di roba spinta e erotica, sublimerrima.

ieri però dai mi sentivo bella, con i leggins neri ,aderenti sulle gambe lisce lisce fresche di doccia e di silk epil. e poi miracolosamente avevo poche macchie ,pochi brufoli.

quando hai sentito quell’odore, ero io. cioè ti spiego: ho ficcato due gocce di acqua di colonia di t. nei dottor martens e

muovendo i piedi dentro la scarpa forse è uscito quel profumo.

ma forse ti ha fatto schifo, troppo forte.

ho provato a reprimermi in sti mesi, a non pensare più al sesso, a essere asessuata ma tanto poi faccio sogni erotici, mi tocco, desidero fortemente un uomo. è un desiderio carnale, di pelle contro pelle, fusione di umori e odori. sangue,sperma, saliva, acqua.

vita.

ps domani forse dopo l’avvocato me ne sto nella sabauda città , vado un po’ in via verdi a studiare e magari mi fermo al concerto di battiato. cazzo battiato gratis è un peccato perderselo ma non è ancora sicuro. dipende se la mutter vuole tenere t. tutte quelle ore e poi forse sto uscendo un po’ troppo e inizio a sentirmi molto ma molto in colpa. però cazzo battiato è un peccato perderselo.

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certi momenti

21 mag

t è bello, bellissimo.

ha gli occhi sul verde , a volte gialli come i miei , a volte così luminosi da risplendere. a volte riesco a vedere il mio riflesso nella sua pupilla.

ha gli occhi colore dei prati, dei pini, dei boschi. ha gli occhi da elfo, da folletto.

ha i capelli castano chiaro, più scuri di come li avevo io da bimba. io li avevo biondissimi, poi col tempo, forse per colpa del rancore accumulato sono diventati nerissimi  e bianchi, come quelli di crudelia demon.

lui a volte ha i capelli colore del grano, del sole.

ha le mani lunghe, grandi  e abbronzate.

è alto per la sua età, muscoloso, non ha un filo di ciccia anche perchè non sta mai fermo e brucia un sacco di energia.

da pochi giorni con quelle manine ha iniziato a farmi delle carezze. non più botte ma carezze.

t. è molto bello.

t. vuole bene a suo padre, ieri ho saputo dalla mutter che l’ha portato ad un pranzo al ristorante e lui è stato contento, non ha fatto nemmeno un capriccio.

ieri , quando sono rientrata stanca e frustrata, mentre il vater mi lanciava insulti e impropreri facendomi sentire uno schifo, lui sorrideva e continuava a giocare, forse ignaro di tutto.

per un bel po’ mi ha ignorata, come se non ci fossi. solo molto più tardi, quasi prima che lo mettessi a letto,  si è avvicinato, ha detto mamma e mi ha preso le mani per fare il girotondo.

ci siamo ritrovati dopo una giornata di vuoto, di assenza, di non presenza, di non contatto.

mi ha cercata lui, di nuovo. quando ha voluto lui.

certi momenti penso che non riuscirei più a stare senza di lui, altri sono stanca,scoraggiata, rivorrei la libertà di prima . poi basta un contatto, un abbraccio, un gioco insieme e si crea di nuovo un legame, qualcosa che ci unisce.

non so cosa fare perchè con suo padre sono continui problemi. ora ha deciso che non mi passa più i 150 euro stabiliti dagli avvocati. ha deciso che ogni tanto mi dà qualcosa, così a cazzo ,decide lui.

ieri ha lasciato alla mutter 50 euro facendoli cadere dall’alto, cagandoli molto. per quella là, che sarei io.per il bambino.

vuole vedere gli scontrini, devo rendergli conto di tutto ma è lesivo della mia privacy. io non voglio mostrargli il resoconto di tutto ciò che compro. i soldi può tenerseli, io da lui non voglio niente. mi lasci solo in pace, la smetta di umiliarmi e di offendermi.

intanto ho ricontattato la mia avvocatessa  perchè tra pochi mesi t. compie due anni e bisogna stabilire nuove modalità di visita. inizierà a pernottare fuori con suo padre, ci saranno più giorni di visita .è tutto da definire nuovamente.

ho il terrore fottuto del tribunale dei minori. ho il terrore che lui chiederà una consulenza psichiatrica, che punterà a togliermi t e a fare in modo che la locazione sia destinata a lui. ho solo mille paure.

il vater non fa che accrescerle, dice sempre che io non sono capace, che sono un’anoressica di merda, che devo ringraziare che c’è mia madre.

in questi giorni sto molto male, ho sempre la tachicardia. tu tun tutututu tun. battito accelerato, ansia , ansia forte.

prendo melissa e valeriana, tisane ma ho sempre paura.

forse è sbagliato che io mi fidi così dell’avvocatessa ma non so cos’altro fare. cercare un dialogo con lui è impossibile. sono solo insulti,offese e provocazioni.

stasera incontro d. spero di riuscire a stare bene, di non passare la serata chiusa in me stessa o a piangere. spero di trovare il coraggio per parlargli, finalmente.

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merda

20 mag

però fa male tornare alla casa nel cantiere dopo una domenica infinita di studio all’ospedale ed essere accolta dai soliti insulti perchè non ero presente quando il padre di mio figlio è venuto a prenderlo, perchè così sembra che me ne frego, che non ci sono mai , che non mi occupo mai di lui.

devi solo vergognarti , a 30 anni e ringrazia che ti manteniamo e che non sei sotto un ponte. ringrazia che hai tua madre che ti alleva il bambino sennò sarebbe già morto.

tanto la gente per il paese dice quello: che il bambino te lo alleva tua madre , che tu hai 30 anni e non sei buona a nulla.

vali niente, sei niente.

ho solo voglia di urlare e di piangere. perchè non è vero che non ci sono mai ,ci sono praticamente sempre, riesco ad andare a studiare all’ospedale solo quando passa il padre di mio figlio e tiene lui t. e lo faccio apposta per non incontrarlo.

oggi lui ha detto alla mutter che non mi sto comportando bene.

io? faccio male a evitarlo? no è solo sopravvivenza perchè non ce la faccio più a subire le sue continue provocazioni, gli insulti continui. già devo sorbirmi quelli di mio padre.

devo essere forte. più forte, io sono forte ma quanta merda, cazzo quanta.

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paura e freddo

19 mag

non c’è niente da fare ho sempre tantissimo freddo.

siamo quasi a giugno e io tremo per il freddo.

è un freddo pungente che mi è entrato nelle ossa, si è annidato mesi fa, anni fa  forse e resta sempre lì.

di notte a volte dormo vestita talmente ho freddo.

ci vorrebbe una carezza, un abbraccio, un passaggio di calore.

un corpo caldo può passare calore ad uno più freddo.

ho tante domande, tante incertezze, nessuna risposta.

è morta ieri un’altra persona di cancro. elena, la sarta che mi fece il vestito della cresima e della comunione. anche quello che doveva nascondere la pancia al matrimonio del bruder e che non indossai. era orribile, mi stava malissimo. lei lo cucì che stava già male, divorata dal cancro anche se nessuno lo sapeva o almeno noi non lo sapevamo. io però avevo intravisto il suo sguardo triste , dagli occhi spenti.

stamattina la mutter ha avuto la notizia che anche una sua collega, nicoletta, non ce l’ha fatta, sempre cancro al seno. scrivo cancro, kancer ,k  perchè la parola cancro indica un tumore francamente maligno . un tumore invece può essere sia maligno che benigno.

non so ho paura. di sta settimana 3 persone morte di cancro, tre persone che conoscevo anch’io, che avevano meno di 60 anni.

ho il terrore del cancro e più studio più son terrorizzata.

da piccola chiesi a mia madre:” mamma io ho già fatto il cancro?”.

lei si sentì morire, questo me l’ha raccontato anni dopo.

ho freddo , paura e freddo.

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17 mag

sono molto preoccupata perchè penso che stia di nuovo per scoppiare un macello col padre di mio figlio.

questo fatto che non si faccia sentire non promette nulla di buono. temo che ci sarà di nuovo da andare per avvocati e mi sa che a sto giro vorrà tirare in ballo pure il tribunale dei minori. spero tanto di no perchè se ciò succedesse sarebbe t. a rimetterci e di brutto.

lui ha un rancore verso di me enorme e mi ha scritto più volte che non vede l’ora di farmela pagare.

boh sono molto angosciata. anche perchè saranno di nuovo liti, discussioni e partiranno un sacco di soldi, dei parents ovviamente.

io continuo a fare in modo di non vederlo quando viene a prendere t. ma non so fino a quando questa situazione potrà reggere.

cammino su un filo sottilissimo e sotto c’è  un baratro senza fine.

mi aspetto davvero il peggio di qui a molto poco.

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