ieri per tutta la giornata mi sono sentita sola fra la gente.
completamente sola in quelle aule studio piene di ragazzi prossimi alla laurea e altre giovani matricole che ridevano, scherzavano, si baciavano fra una pagina e l’altra di fisiologia o di medicina interna .
e io sempre seduta al tavolo, sola , con la bottiglia di tisana drenante che fa tanto vecchia zitella salutista.
sono stata lì dalle 9 alle 18 poi non ho più retto e me ne sono andata l’ultima ora al parco, all’ex manicomio. ma nemmeno lì ho avuto il coraggio di uscire e me ne sono rimasta in macchina, nel parcheggio, ad aspettare la telefonata della mutter che mi desse il via libera per tornare.
sono poi rientrata alle 19,30 quando lui se n’era già andato e aveva riportato t. così l’ho di nuovo evitato e non ci siamo incontrati nemmeno un secondo. ora è da più di un mese che non lo vedo e mi sa che le prossime volte sarò costretta a beccarlo perchè la mutter ha dei turni siccome le colleghe sono in ferie e quindi dovrò per forza restare a casa con t.
ieri all’ospedale ho rivisto bersy, un ragazzo più piccolo di me che mi piaceva e che ovviamente non mi ha mai cagata di striscio. abbiamo frequentato delle lezioni insieme perchè io ho rifrequentato, lui è perfettamente in corso , e non mi ha mai neppure salutata.
comunque sto bersy ha passato tutto il tempo a scambiarsi effusioni con la tipa, una ragazza biondina, riccia, davvero molto carina. e non c’è niente di peggio di assistere all’amore degli altri. è una cosa che non sopporto, che mi fa rodere er culo come direbbero a roma.
e so che bisognerebbe gioire per le gioie altrui, così insegnano le buone maniere, il senso morale e la dottrina cattolica ma io non ja fo e mi sale su un senso di invidia pazzesco.
mi immedesimo in quei baci, in quelle carezze, in quelle risate piene di freschezza.
ieri avrei voluto che tutti, dal primo all’ultimo, in quella cazzo di aula studio, mi facessero gli auguri, mi dicessero :” oi valè, sappiamo che è il tuo compleanno, vieni con noi, festeggiamo, non puoi restare sola pure oggi”.
invece ovviamente non c’era nessuno dei miei primi anni, nessuno che lo sapesse.
poi è stata una domenica sfigata anche perchè io sono andata via, t. è andato a sua volta via con suo padre, e quindi niente, è andata così.
inoltre t. ha di nuovo la tosse, scatarra peggio di un cammello, è nervoso da matti e probabilmente sta di nuovo tagliando i denti, stavolta quelli grossi, molari e premolari.
ha scoppi di rabbia improvvisi che vanno via così come sono venuti per poi tornare all’improvviso. urla come un pazzo appena tentiamo di dargli qualsiasi cosa da mangiare. forse ha iniziato uno sciopero della fame ad oltranza.
ieri con suo padre non ha qusi toccato cibo (così è stato detto alla mutter) e nemmeno con noi. ora non basta nemmeno più salire sull’ escavatore del cantiere per distrarlo, niente, serra la bocca e tira pugni al ciotolino della sua sbobba. ma anche cose più sfiziose come pasta al pomodoro, prosciutto, tortine di verdure ecc finiscono per terra colpite da un gancio mirabolante.
qui, signori miei, si sta davvero alla frutta. anzi peggio.
dopo passa th. che bello. deve passare a prendere degli appunti. spero che si fermi un po’ , sarebbe bello ma deve portare il tutto a stampare e quindi schizzerà via subito.
ieri lui mi ha fatto un biglietto di auguri molto diovertente, sfottendomi sulla mia eterna mancanza di cazzo. bò io lo adoro perchè anche se mi sfotte lo fa in un modo ironico. è stato il biglietto più bello, a dir la verità anche l’unico, comunque ho riso fino alle lacrime.
le mirabolanti avventure di una ninfomane che poi sarei io. e ridiamoci su che è meglio.
si sta svegliando, ho già sentito l’urlo. ma mmaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa.
corro.

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